Buone notizie dal mondo istituzionale circa ciò che come associazione andiamo dicendo e praticando da tempo anche grazie alla nostra Accademia della cura (AdC): l‘arte, davvero, è uno strumento vivificante, «e fruirne incide positivamente sul benessere del singolo individuo, con effetti concreti dimostrati in termini di miglioramento della qualità della vita». Come recita il comunicato ufficiale del Ministero della Cultura emesso a febbraio 2026.

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Esco da AdC con gioia, sazia di spazio e tempo per me e di ascolto!
E con qualche nuova brillante competenza in valigia…
(dal feedback anonimo finale della prima edizione)
LA “PRESCRIZIONE DELL’ARTE COME CURA” È REALTÀ:
E NOI CI ABBIAMO GIÀ CREDUTO!
È ufficiale: la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute. Presto anche in Italia si parlerà ufficialmente di ricetta sociale e culturale, riconoscendo alla cultura e all’arte la capacità di affiancarsi alle cure mediche come vero e proprio strumento terapeutico.
Come ha dichiarato la Sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, la bellezza non solo cura, ma è un’arma potente per combattere la solitudine e supportare le persone, a partire da chi affronta patologie neurodegenerative o stati depressivi.

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I dati internazionali lo dimostrano: nei Paesi dove l’arte viene prescritta si registra un calo drastico delle consultazioni mediche e dei ricoveri, con un beneficio immenso per la qualità della vita.
Per noi di Amici di Giovanni (AdG) questa non è solo una splendida notizia, ma è la conferma che la strada che abbiamo scelto è quella giusta.
Queste esperienze così diverse tra loro mi hanno arricchito dentro
e mi hanno aiutato a capire le varie sfaccettature della vita.
(dal feedback anonimo finale della prima edizione)

UN ANNO DI ACCADEMIA
Si è conclusa da pochissimo la prima edizione della nostra Accademia della cura, nata proprio con questo spirito: mettere in campo una serie di incontri con maestri d’arte per offrire ai e alle caregiver e alla nostra comunità l’espressione artistica come strumento per prendersi cura di sé e, quindi, degli altri e delle altre.
Mentre le istituzioni annunciano la nascita di un Tavolo tecnico per censire le buone pratiche sul territorio e costruire modelli replicabili, noi siamo orgogliosi e orgogliose di poter dire che a Villa Guardia quel modello lo abbiamo già sperimentato e vissuto insieme a voi.
Barbara Morandi, presidente AdG e commissionatrice dell’Accademia
Il futuro della cura passa anche da qui: dall’arte, dalla condivisione e dalla bellezza che curano la persona nella sua interezza.
Una crescita personale fantastica.
Mi sono messa in contatto con la parte più intima di me stessa,
ho imparato ad affrontare i miei mostri,
anche se una volta sono scappata… ma ci sta.
(dal feedback anonimo finale della prima edizione)


IN PROGETTAZIONE LA SECONDA EDIZIONE PER IL 2027
Settimana prossima il direttivo AdG ha in programma un incontro con Alle Bonicalzi (ideatrice e coordinatrice AdC) e Marilena Pisciella (consulente scientifica di AdC) per progettare il prosieguo dell’Accademia della Cura che ha esordito a ottobre 2025 concludendosi a maggio 2026 con ottimi risultati sia in termini di gradimento sia di aggiornamento quanto a pratiche non convenzionale per ‘stare accanto con cura’.
Attraverso otto proposte differenti, di altissimo livello, la classe di 25 partecipanti ha potuto mettersi in gioco personalmente e verificare nei fatti la forza vivificante della pratica creativa e il benessere generato dalla sperimentazione e condivisione in gruppo. Risultati sperati, certo, che oggi sono realtà confermata e, quindi, ottimo punto di ri-partenza per una nuova edizione dell’Accademia!
Alle Bonicalzi – filosofa, fotografa e formatrice

Con l’occasione si ringraziano maestri e maestre della prima edizione di Accademia della Cura (in ordine di… apparizione): Marilena Pisciella, Paola Minussi, Alex de Simoni, Chiara Dattola, Leila Mariani, Marco Belcastro, Carla Giovannone e Alle Bonicalzi.
Intanto che qualcuno decide come, dove, quando e perché [prescrivere l’arte come cura], io consiglio di continuare a fare arte, godere dell’arte, nutrirsi di qualunque tipo di espressione artistica vi capiti di incontrare. L’espressione artistica è, esiste sempre e comunque, e ci consente di esprimere noi stessi e noi stesse in totale libertà.
Nessuno può dirvi dove, come, quando, con chi e perché.
Fatelo e basta e godetevela tutta.Leila Mariani, maestra di AdC






